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Conte tra la vigliaccheria e la postura del Governo Meloni
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Conte: altro attacco alla Meloni e la “postura” dell’Italia

Giuseppe Conte

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è tornato ad attaccare la Premier Meloni e il comportamento dell’attuale Governo.

Dopo aver apertamente parlato delle possibili dimissioni dalla Commissione Covid, Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, è tornato ad incalzare la Premier Meloni e, in generale, tutta la maggioranza in vista del vertice Nato ad Ankara al via in queste ore. Per l’ex premier è chiaro come dovrebbe comportarsi la Presidente del Consiglio con gli altri leader.

Giuseppe Conte seduto su una poltrona durante la trasmissione a Porta a Porta
Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle – newsmondo.it

Giuseppe Conte e i piani del campo largo per le elezioni

Intervenuto a margine di una iniziativa dell’Istituto Don Luigi Sturzo a Roma, Giuseppe Conte, numero uno del Movimento 5 Stelle, non ha fatto mancare alcune parole interessanti sia in merito al suo operato e a quello del campo largo sia verso l’attuale maggioranza di Governo. In vista delle elezioni, il leader pentastellato ha fatto sapere: “Ho detto che anche a fine settembre, una volta che termina il processo di Nova, saremo in condizione di portare questi risultati e di confrontarci con le altre forze politiche per esaminarli insieme“, le sue parole riprese da Libero in merito al programma del centrosinistra.

La vigliaccheria e la “postura” dell’Italia: l’attacco alla Meloni

Ben più forti e dirette, invece, le dichiarazioni a proposito del Governo. Conte ha parlato della “postura dell’Italia”, ovvero l’atteggiamento che il nostro Paese, nello specifico chi ci rappresenta, la Meloni, dovrà tenere secondo lui al vertice Nato di Ankara. Per Conte, tale postura “non può che essere quella di giustificarsi, di arrancare nelle spese militari, di cercare di rispondere agli impegni già sottoscritti da Giorgia Meloni, la quale ha taciuto che nel nostro Paese non si può consentire di arrivare al 5% del Pil, non si può consentire il prossimo biennio di buttare in armi 20 miliardi“.

Ma il vero affondo dell’ex premier è arrivato, come riportato sempre da Libero, nelle frasi successive: “Ma soprattutto c’è da parte di Meloni e di questo governo la vigliaccheria, perché lì sì che ci vuole coraggio, di non impostare un negoziato, un dialogo, di non tentare di costruire degli orizzonti di sicurezza basati sulla diplomazia, che non costa nulla rispetto a tanti soldi buttati in armi, tagliando sanità, politiche sociali, lavoro, università, scuola e istruzione che sono invece gli investimenti che servono agli italiani e servono ai nostri figli”. 

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ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2026 10:44

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